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DISCORSO DEL SINDACO DEL 4 NOVEMBRE 2015

4 novembre
Ricorrenza della fine della prima guerra mondiale che sancì l'Unita' d'Italia
festa del tricolore che unisce tutti gli Italiani.
Festa delle Forze armate.

Ricordare l'anniversario della fine di una guerra fa tornare alla mente immagini di odio, distruzione,morte.
Proprio per mettere l'accento su tutto quello che di negativo la guerra porta con se',perché si riesca finalmente a non assistere più a massacri ed orrori,oggi ,
4 novembre , a cento anni esatti dall'inizio della prima guerra mondiale ,vogliamo ricordare .

Non si fanno queste cerimonie per il gusto della retorica,ma per trasmettere il ricordo.
Perché è importante e giusto far sapere ai giovani che cento anni fa i loro coetanei forti e belli come lo sono i nostri ragazzi di oggi,venivano armati per massacrarsi nella guerra più spaventosa che la nostra storia ci ricordi.Questo li aiuterà ad apprezzare di più questo tempo di pace , e ritrovare la capacità del sacrificio e la resistenza ,la forza e il coraggio che sembrano allontanarsi sempre più.

Per loro,per i nostri nonni eroi dobbiamo ritrovare la coscienza della nostra Nazionalità della nostra Italianità' ,nella nostra unione.
I nostri nonni eroi ci hanno insegnato a guardare oltre la misura del singolo,oltre il nostro microuniverso che ha confini sempre più stretti: la mia regione,la mia città ,la mia via,la mia casa,la mia stanza.IO.
Dobbiamo cominciare noi ad essere uniti,dobbiamo evitare di farci anche piccole guerre quotidiane ,dobbiamo ritrovare la gioia della pace e la forza della condivisione.

Il nostro inno di Mameli dice:

Noi fummo da secoli calpesti e derisi
Perché non siam popoli,perché siam divisi...

Queste parole furono scritte d'impeto da un giovane patriota ventenne,presto musicato divenne con il tricolore bianco rosso e verde ,il simbolo di una lotta eroica.
Queste parole dimostrano nella loro semplicità quanto era diversa l'Italia di allora,ed ancora oggi si parla di disfare quello che è stato fatto con così grande sacrificio.
Nessuna guerra colpì così duramente i suoi soldati ,ma anche le popolazioni rimaste a casa,tanto che fu detto....ne uccise più la fame....la retorica nazionalista era sfociata in un bagno di sangue,ma fu il primo vero capitolo di storia comune.
I nostri nonni furono mandati al macello per conquistare città di cui non avevano mai sentito parlare,ma quando,dopo la disfatta di Caporetto,si trattò di difendere la patria,la casa ,la famiglia, allora i ragazzi del '99 seppero opporre ai tedeschi una resistenza straordinaria ed eroica.Sul Grappa e sul Piave si dimostrò che l'Italia non era più un"espressione geografica" .
E la pace e l'unità ,così duramente conquistate,non devono restare parole.
Pace e'pensare con rispetto ad ogni essere umano ,pace e' non dire o scrivere parole stupide e volgari e maligne sui social che facilmente provocano traumi enormi in chi le riceve:anche questa è guerra e può uccidere....
Dobbiamo cominciare a capire il significato delle parole e delle azioni che fanno di ogni nostro atto un atto di guerra o di pace ,comunque un atto politico!
E si fa politica quando si impegna nel volontariato il proprio tempo,ma anche quando si rispetta la fila senza fare i furbi,quando si parcheggia lasciando liberi i posti degli invalidi o quando non si fa nulla e invece tutto intorno ci sono mille necessità ,ma si crede che chiacchierando tutto si risolva...
Si fa politica quando si baciano i figli,ma soprattutto quando si coccolano i nostri genitori,i nostri vecchi che hanno il grande pregio della memoria .
E così come facevano i nostri nonni eroi che dal fronte sognavano il paese,il tepore della casa,della famiglia ,degli affetti e vi tornavano pur senza mani, o senza gambe o senza occhi,ma con la certezza che la tua terra non tradisce, così dobbiamo essere noi che dobbiamo ritrovare quello che loro ci hanno sempre insegnato: sobrietà,decenza,scrupolo,senso dell'onore e della famiglia.

Infine un pensiero colmo di ammirazione e di riconoscenza a tutti i soldati d'Italia ,che con il loro impegno e la loro abnegazione portano alto il nome e i valori della nostra Patria in paesi lontani,in tutto il mondo.
I nostri soldati sono presenti in territori martoriati da guerre tremende ,da massacri di popolazioni inermi, o in mare contribuiscono ogni giorno a salvare vite umane in esodi biblici,consapevoli che salvare una vita è come salvare il modo intero.
Lo fanno con coraggio,fierezza e passione perché pace e fratellanza fra i popoli diventino realtà.
Grazie a questi uomini e donne del passato e del presente possiamo gridare con forza:

VIVA L'ITALIA!
 
LETTERA DEL SINDACO DI FOSSO' IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL SINDACO DI CITLUK E DI UNA DELEGAZIONE IL 18 E 19 LUGLIO 2015

Oggi riceviamo con soddisfazione e orgoglio la visita del Sindaco e di una delegazione di Citluk comune con il quale Fosso' e' gemellata.
I nostri due paesi si sono conosciuti sicuramente per le frequentazioni che molti nostri concittadini hanno fatto alla frazione di Medjugorie per motivi di fede religiosa,ma nei primi periodi dopo la guerra civile che ha portato tanta sofferenza a queste popolazioni ,anche per motivi umanitari.Nel tempo so che si sono creati dei forti legami di amicizia tra alcuni dei nostri compaesani.
Ma da questo gemellaggio non possiamo escludere tutti coloro che si sentono uniti a voi per senso civico.
Perciò ritengo che molti siano i motivi che uniscono i nostri due paesi e che tanti se ne possano ancora sviluppare di carattere culturale innanzitutto,ma anche economico e di crescita umana e sociale.
Certo Fosso' non ha Santuari di prestigio,ma è' abitato da tanta gente operosa e di buona volontà che si prodiga per mantenere una buona qualità della vita .
Il difficile momento storico che stiamo tutti vivendo mette alla prova la forza dei nostri ideali che ci sforziamo di mantenere ma che abbiamo il dovere di rinnovare:che sono ideali di comprensione,accettazione ,desiderio di convivenza civile e pacifica, ma anche e soprattutto di rispetto per se' ,per gli altri,per le Istituzioni ,per le leggi dello Sato.
Chiedo a Lei Signor Sindaco una fattiva collaborazione per portare questi messaggi alle nostre genti con sempre più forte convinzione.

IL SINDACO
 
DISCORSO DEL SINDACO DEL 02.06.2015

FESTA DELLA REPUBBLICA
Abbiamo ancora nell'animo l'eco per le celebrazioni per il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia nel conflitto che ha sancito la sua unità nazionale.
La guerra ,ripudiata dalla nostra costituzione,non è certamente il modo migliore per sanare discordie e rivendicare diritti.
Oggi,però ,bisogna riconoscere che grazie al sacrificio di allora in vite umane,dolori e distruzione,l'Italia e'stata portata alla sua completa riunificazione.

Oggi 2 giugno celebriamo con orgoglio la nascita della nostra Repubblica!
Celebriamo la libertà e l'uguaglianza che ci sono state consegnate dai nostri nonni e genitori dopo le due grandi guerre che sono costate sofferenze per noi inimmaginabili.

La nostra libertà,il nostro benessere dipendono da noi..
Per loro,per i nostri nonni eroi dobbiamo ritrovare la coscienza della nostra Nazionalità della nostra italianità,nella nostra unione.
Dobbiamo riscoprire l'Italia della gratuità non dell'affarismo e degli interessi.
Un paese che perdona l'imperdonabile,che giustifica l'ingiustificabile,,che vorrebbe non essere disturbato,che diventa cinico per il proprio comodo,non è degno dei padri eroi che si ritrova.Non deve essere considerato inutile il loro sacrificio,si cerchino comprensione,accettazione,desiderio di convivenza oltre le idee politiche ,le razze e le religioni!

In questi giorni abbiamo letto sui giornali di due fratelli tedeschi che si sono arruolati nell'Isis e che si sono fatti uccidere.

Ci domandiamo come mai due giovani in una Germania che non conosce crisi,che tutti invidiamo per l'ordine ,la pulizia ,il suo rigore morale,come mai due giovani sani,di buona famiglia,belli e con un promettente futuro si siano fatti uccidere per l'ideale della guerra santa dell'Isis .
Per questo stato pazzo criminale e dittatoriale che sevizia,tortura e uccide in nome di un Dio che non esiste se non nella mente malata dei suoi dittatori.
Che cosa attrae le giovani generazioni ?
Perché non riusciamo a coinvolgere nella vita civile i nostri giovani ?
Forse perché abbiamo lasciato tutti i valori su cui si fondava la nostra storia.
Perché non abbiamo avuto il coraggio di comunicare la nostra fede,perché ci vergogniamo dei nostri modelli,che siano politici,ma anche sportivi o imprenditoriali o anche solo adulti...
.Perché non riusciamo ad essere fieri della nostra libertà ,indipendentemente di chi è al governo,perché non riusciamo a capire che la democrazia di cui godiamo non ci sarà garantita sempre se non combattiamo ogni giorno per questa.
Domenica abbiamo partecipato alle votazioni in sette regioni .Vi è stato un astensionismo che ha raggiunto quasi il 50%.Un elettore su due non ha votato.!
Abbiamo il DOVERE di esprimere il nostro voto che ci arriva dal DIRITTO al voto per il quale i nostri padri hanno fatto sacrifici inimmaginabili e noi lo sprechiamo!
Le donne hanno conquistato questo diritto con grandi fatiche ,perché sole ,durante e dopo i conflitti mondiali dovevano badare alla famiglia e mantenerla con le proprie forze e da allora ci si è accorti che senza di loro il mondo non va avanti!
Sono circa 70 anni che le donne hanno avuto il diritto di voto!
Se potessero tornare indietro le donne che nel '46 andarono a votare per la prima volta ,cosa direbbero alle tante ragazze che con noncuranza ora rifiutano questo enorme privilegio?
Io vedo un pericolo ,che si annida anche nella motivazione religiosa per cui ,in alcune parti del mondo ,non solo le donne non votano,ma non possono studiare,non possono scegliere il marito ,non possono cantare! Non possono ridere in pubblico!Il pericolo è in una strisciante indifferenza ,che è il vero male della nostra società .
Oggi e' la Giornata propizia per tornare a dirci che la Costituzione e' la nostra bussola e che bisogna guardare al modo con cui i Padri la scrissero: superando, nella dialettica e nel confronto, i particolarismi e le tentazioni di divisione.
Infine il mio saluto a tutti voi che partecipate a questa celebrazione.
Non si fanno queste cerimonie per il gusto della retorica,ma per trasmettere il ricordo,perché chi sa non dimentichi e chi non sa non sia ingannato.
Amministrare con Giustizia e Democrazia non e 'solo fare un marciapiede o scavare un fosso:amministrare con Giustizia e Democrazia e' mantenere il rispetto e la libertà che non ci siamo dati noi ma che abbiamo trovati e riconoscerli e trasmetterli!

W la REPUBBLICA,W L'ITALIA!
 
GEMELLAGGIO FOSSO' - CITLUK

LETTERA DEL 05.05.2015 INVIATA AL SINDACO DEL COMUNE DI CITLUK

Egregio Dottore Jerkic,
ho ricevuto con piacere il suo invito alla “Festa del Giorno del Comune di Citluk” del prossimo 24 maggio con la partecipazione alla Sessione straordinaria del Consiglio Comunale di Citluk ed ho constatato la volontà Sua e della Sua Amministrazione di dare continuità al Gemellaggio fra le nostre Comunità.
Purtroppo per precedenti impegni amministrativi assunti, non mi è possibile presenziare all’evento.
Mi è comunque gradito cogliere l’occasione per invitarLa all’Esposizione Internazionale “EXPO VENICE AQUAE 2015”, ramo di “EXPO MILANO 2015”, che si terrà a Venezia nel periodo tra maggio e ottobre 2015 e comprenderà esposizioni, eventi e convegni sul tema dell’acqua dall’alimentazione alla ricerca scientifica.
Siamo particolarmente orgogliosi di farne parte come Comune e con i progetti dell’Unione dei Comuni cui apparteniamo. L’acqua, argomento importante per il futuro di tutti i popoli, potrebbe essere il nostro tema conduttore. Sarei lieta di farLe visitare la Laguna Sud di Venezia, area naturalistica di valore unico per fauna e flora e dichiarata Patrimonio dell’UNESCO.
Sarei lieta inoltre di farLe conoscere, attraverso i loro presidenti, tutte le nostre Associazioni di volontariato che operano nel nostro paese con grande impegno e generosità. Sono sicura che questo ci aprirà numerose prospettive di collaborazione futura e di crescita per i nostri due Comuni.
In considerazione del lungo periodo di apertura dell’Esposizione Expo potrà decidere con tranquillità quando venirci a trovare e così potremmo programmare gli ulteriori progetti di scambio fra le due Comunità.
RingraziandoLa per l’attenzione prestatami, La saluto cordialmente.

Il Sindaco
 
DISCORSO DEL SINDACO DEL 26.04.2015

INAUGURAZIONE STATUA LEONE DI SAN MARCO.
Sono lieta di dare il benvenuto a tutti voi che siete convenuti a questa cerimonia.
L'amministrazione comunale di Fosso'ha accettato la donazione da parte di alcuni cittadini al Comune di questa scultura che raffigura il Leone di San Marco per due principali motivi:il primo perché rappresenta la Venezianita'.
Il leone alato rappresentazione dell'evangelista Marco,e' il simbolo della città di Venezia e della sua antica Repubblica in tutto il mondo.
Sono tante e a volte discordi le ipotesi che vengono formulate sulla adozione da parte di Venezia si un 'leone' come simbolo della città,ma se la Serenissima Repubblica di Venezia decise di adottare un simbolo che esprimesse potenza,forza e maestosità ,sicuramente a ciò contribuì il fatto che aveva precedentemente acquisito le spoglie dell'evangelista Marco,divenuto Patrono della città.
Il leone alato accompagnava la pace e la guerra dei Veneziani.
All'ombra del Leone di San Marco Venezia prosperava allargando i suoi confini sul mare e sulla terra ferma.Dai suoi commerci scaturì una immensa ricchezza che le permise di ottenere un ruolo di prestigio nella turbinosa Europa del tempo come potenza pacificatrice e mediatrice tra i domini temporali degli imperatori tedeschi che guardavano all'Italia come terra di conquista e i domini dei Papi,sempre salvaguardando l'indipendenza e la libertà di cui andava fiera.
Il secondo motivo,non meno importante,è che Fosso' dal primo giugno sarà città Metropolitana e si identificherà con la città stessa di Venezia.Siamo quindi Venezia e ,a maggior ragione possiamo gloriarci del suo inconfondibile simbolo.
Grazie alla città Metropolitana Fosso' potrà riferirsi al brand Venezia e quindi valorizzare il proprio ambiente ,il paesaggio e le aree produttive e del lavoro che vi si trovano.
Ieri si è inaugurato l'Expo tu Venice,ramo dell'EXPO Milano 2015. Ieri c'era anche Fosso'presente a questo avvenimento come Unione dei Comuni che ha presentato il territorio delle Terre della Brenta con i nostri progetti di sviluppo economico e turistico.
Infine voglio ricordare il motivo per cui abbiamo deciso insieme di deporre la scultura in questo giardino che incontra la via XXV aprile.Questa data,che celebra in Italia la liberazione dalla dittatura nazifascista,che ci ricorda il dovere della riconoscenza per tantissimi italiani,veneti e cittadini di Fosso'che hanno sofferto in modo indicibile o che hanno dato addirittura la vita per la libertà e la democrazia di cui godiamo,coincide con la ricorrenza del santo patrono di Venezia :San Marco.Dunque il luogo e' secondo noi quanto mai opportuno.
Con orgoglio e soddisfazione proclamo che siamo Veneti,eredi della Venezia forte e gloriosa nei secoli,ma siamo anche Italiani,facciamo parte di un grande popolo che vanta numerose vestigia illustri per arte,ingegno,forza,coraggio ed onesta'.
Ringrazio tutti e mi auguro che questa scultura diventi presto parte viva del nostro paese che sia luogo di incontro e perché no ,anche di giocoso riconoscimento da parte delle giovani generazioni.

IL SINDACO

 
DISCORSO DEL SINDACO DEL 25.04.2015

XXV APRILE
Settanta anni fa la nostra Italia usciva dalla tragedia della seconda guerra mondiale, disastrata e sofferente oltre ogni limite.
Settanta anni sono tanti se si riportano all'età di una persona, ma sono relativamente pochi per poter dimenticare gli avvenimenti che cambiarono la vita della nostra Patria e aprirono la via alla libertà e alla democrazia.
Pensavamo di aver visto, anche se attraverso le memorie e le documentazioni, atrocità uniche nei campi di sterminio in Italia e in Europa.
Oggi ci rendiamo conto che non è mai finita!
E se allora la dittatura non poteva essere smascherata da altro se non dalle testimonianze dirette di chi vedeva e assisteva in prima persona alle sue aberrazioni,ora i mass media ci consegnano immagini che nessuno può ignorare. Ora più che mai siamo testimoni e non possiamo non vedere!
Nessuno si senta giustificato,tutti abbiamo il dovere della difesa difesa dell'uomo e della sua dignità.
Per questo bisogna oggi continuare a combattere:contro l'assalto del terrorismo dell'Isis,contro gli schiavisti dei barconi,contro la mafia che è arrivata fino al nostro candido Veneto,contro la corruzione di politici,finanzieri,imprenditori,contro il nepotismo e l'evasione fiscale che non risparmiano il più piccolo dei nostri concittadini!
Dobbiamo essere tutti Partigiani della Costituzione!
Abbiamo scoperto,nella lettura sulla storia della Resistenza delle nostre terre,decine e decine di persone,che portavano i nomi e i cognomi di tanti di noi,che hanno avuto al tempo della dittatura fascista,coraggio e forza e perseveranza per non allinearsi,per combattere ,per resistere ,per vincere alla fine!
Subirono torture atroci,ma non parlarono,furono uccisi,seviziati,impiccati e ' i loro corpi esposti per terrorizzare i civili'.
E la pietà per i morti non si traduca ora in una impossibile equiparazione tra partigiani e giovani di Salo'.Si dimentica che 'i vinti',i ragazzi di Salo', per circa due anni non risparmiarono rappresaglie e angherie!
Sempre meno sono i testimoni e gli artefici della liberazione della nostra Italia presenti tra noi. Il tempo che passa fa tacere la loro voce e ci fa mancare le loro parole e i loro ricordi personali. Vi è sempre più un serpeggiante proposito di FAR dimenticare ,in modo che non si ricordi più,non se ne scriva,non se ne parli,cosicché non sia mai esistito: si giunge ora al negazionismo!
E non si pensi che la Resistenza sia stata prerogativa di una certa sinistra: e' stata un fenomeno trasversale al quale hanno partecipato nobili e proletari, borghesi e contadini,atei e preti.
Ricordo solo un nome: padre David Maria Turoldo sacerdote, frate e poeta.
Fu antifascista e protagonista della lotta di Liberazione Nazionale.
La sua chiesa, la chiesa di San Carlo a Milano, fu la trincea della Resistenza.
Ebbe il coraggio di andare contro corrente, contro il potere civile,politico ed in parte ecclesiastico che appoggiavano la dittatura e merita di essere citato il suo detto:
"Beato colui che sa resistere!"

Viva l'Italia!Viva la Repubblica!