Intitolazione Giardino "Fabrizio De Andrè" Discorsi del Sindaco 2020

De Andrè era un cantore della realtà, un poeta che sapeva trascrivere nelle parole delle sue canzoni la verità della vita, senza maschere e senza filtri, per questo vera ed accettabile, perchè vi si scorge sempre una luce di compassione dietro.
Com_passione: patire insieme e di benevolenza: volere bene.
De Andrè ha accompagnato generazioni di giovani nella crescita e nella presa di coscienza della vita, nel cantare di temi sociali e politici, diventa un riferimento per i ragazzi che in ogni epoca sono pervasi da uno spirito di cambiamento e di ricerca di giustizia e nella maturità questi stessi giovani mantengono, attraverso le sue canzoni la nostalgia per quella forza, quella leva di umana fratellanza che unisce le generazioni.
Oltre la melodia delle sue canzoni e delle sue ballate rimangono le parole che si imparano a memoria facilmente, e non sono le solite rime amorose che scandiscono tante canzoni che abbiamo sentito e che continuiamo a sentire fino alla noia, sono parole che raschiano l'anima, che fanno scricchiolare sicurezze, che mettono il tarlo del dubbio, della domanda che rimane sempre la stessa: dov'è la giustizia?
Qualcuno si domanderà come mai di fronte al piazzale intitolato a Norma Cossetto e la via Giuliani e Dalmati e subito dietro il monumento ai caduti non si sia pensato a continuare nello stesso filone la denominazione anche del giardino.
Questo giardino viene intitolato a Fabrizio de Andrè perchè pensiamo che sia un artista immortale: perchè parla italiano e non solo inglese come ormai si usa in modo improprio un po’dappertutto, perchè è riconosciuto dai più anziani e dai giovani, perchè questo giardino è frequentato moltissimo da tutte le categorie di persone e tutte si possono ritrovare in questo spazio aperto al gioco, al dialogo, all'amicizia, alla speranza, perché pensiamo che il messaggio trasmesso dalle parole e dalla musica di De Andrè sia un messaggio di uguaglianza, di giustizia sociale che supera tutte le barriere razziali, tutti i confini geografici, tutte le ideologie e le più remote ostilità che trascinano gli uomini nella barbarie inutile e violenta delle guerre che hanno prodotto i martiri cui sono intitolate queste vie e questi monumenti.
Fabrizio De Andrè canta la ribellione contro il potere cieco e sordo, contro l’ipocrisia, contro le dittature, contro i pregiudizi , canta la vita vera :il profondo rispetto per gli emarginati e i deboli,per gli ultimi del mondo come un missionario laico canta l’ incontro tra pensieri diversi, filosofie, religioni, infine canta l’uomo tutto intero.