Giornata della memoria

Venerdì 24 gennaio, con inizio alle ore 9.00 a Fossò, nel Centro Civico “Gaetano Muneratti” di Via Roma 60, l’Amministrazione comunale, l’Istituto Comprensivo di Fossò, l’Associazione “Riviera al Fronte”, l’ANPI, gli alunni e gli insegnanti delle Classi terze delle Scuola Secondaria di Primo Grado “Galileo Galilei” celebrano la Giornata della Memoria. Tutti i cittadini sono invitati, per non dimenticare, per non ripetere.

La cerimonia inizierà con la lettura dei messaggi della Senatrice Liliana Segre a cura degli studenti, seguirà una riflessione della Dott.ssa Chiara Saonara, ricercatrice dell’Istituto Veneto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, quindi un’esposizione dei lavori degli studenti e la storia di Giovanni Marcato, internato a Buchenwald, che rivivrà attraverso la voce del nipote Alberto Donadel. Alla fine vi sarà la posa di fiori nel Giardino “Bambini di Terezin”

Alla sera, alle 20.30 sempre nel Centro Civico e con ingresso libero, andrà in scena il Teatro di riflessione “Triangolo Rosa”, testo e interpretazione di Ulderico Manami, regista, scenografo e coreografo di fama internazionale.

Perchè celebrare il Giorno della Memoria

Le persone che possono testimoniare che hanno vissuto sul proprio corpo e soprattutto nella propria anima le aberrazioni dei campi di concentramento nazisti e fascisti stanno morendo.

Sembra che, nonostante le innumerevoli documentazioni, possa non essere successo. Non solo perché non si vorrebbe credere che l’uomo arrivi a tanto, ma proprio perché si vuole riabilitare una dottrina e un pensiero che definisce gli uomini diversi uno dall’altro in base alla razza, al credo religioso, ai costumi sessuali, e magari anche all’età o al sesso.

Dio non voglia che questo succeda!

Siamo bersagliati da idiozie che si succedono nei social e mezzi di comunicazione sempre più inverosimili e incredibili: la terra è piatta, i vaccini sono tossici, i campi di concentramento sono un’invenzione, il fascismo ed il nazismo hanno fatto bene….

Proprio perché dette e lette e ripetute diventano improvvisamente per gli sprovveduti e gli ignoranti delle verità.

Non lasciamoci condurre in queste strade di miseria morale.

Gli uomini sono tutti uguali.

Ogni persona ha diritto di vivere una vita dignitosa e libera nella sua terra.

Ogni persona ha diritto di viaggiare e di conoscere altri popoli, altri mondi.

Ogni persona ha diritto di lavorare e di vivere la propria fede religiosa.

Ogni persona ha diritto alla propria libertà.

Ogni persona ha il dovere di rispettare la libertà degli altri rispettando le leggi.

Non c’è altra strada.

Altrimenti siamo destinati a ripercorrere quei viali di morte che hanno condotto tanti nostri padri verso i forni crematori, le camere di tortura, la prigione più cupa.

Eppure ancora assistiamo a insulti, offese, volgarità, agguati fisici verso ebrei o stranieri o omosessuali da tanti che nella foga del branco vengono trascinati in comportamenti gravi e colpevoli, salvo poi minimizzare se vengono arrestati o sottoposti al giudizio pubblico.

Non dobbiamo abbassare la guardia: il pericolo di una decadenza verso il razzismo esiste.

Sono passati 75 anni dalla fine di tutto questo, 75 anni di pace, 75 anni di progresso, di crescita.

Il nostro sguardo deve essere fermo su tutto quello che abbiamo conquistato: democrazia e libertà.

Incoraggiamo i nostri giovani alla speranza, all’ impegno, all’uguaglianza, alla solidarietà che rendono gli uomini migliori.

Impegnamoci perché tutto questo non vada perduto, con fiducia nelle prossime generazioni che hanno imparato che non si può essere felici da soli.

Una strada c’è: mettersi nei panni degli altri.

Provare anche solo a pensare davvero, chiudendo gli occhi, di essere in quel luogo dove trovi freddo assoluto o caldo infernale, fame, torture, silenzio, insulti, solitudine, in mezzo al mare, o in un campo di concentramento.

O anche solo a pensare che freddo estremo, caldo infernale, torture, fame, sete oltraggi tocchino a tuo figlio, a tua madre, a tuo padre a tua moglie, a tuo marito…

Proviamo a metterci davvero nei panni di chi ci è passato o di chi ci sta passando…

Solo così non potrà più succedere.

Il Sindaco Federica Boscaro

 

Lettera della Senatrice Liliana Segre agli studenti di Fossò