La Chiesa di san Giacomo

Nel suo libro “Sandon: una storia ritrovata”, dedicato al restauro del dipinto “il Crocifisso tra sant’Antonio e santa Marta” custodito nella chiesa parrocchiale, la studiosa Sara Grinzato ripercorre la storia della chiesa di Sandon. Sulla base dei documenti archivistici si può affermare che, presumibilmente, l’origine della chiesa possa essere di fondazione romanica, dato che la sua presenza è almeno testimoniata nel XIII secolo.
L’edificio sacro fu intimamente legato alle istituzioni monacali, che qui si insediarono in epoca medievale. In particolar modo furono due i conventi a lungo presenti nella storia del centro rurale di Sandon: quello delle monache della Celestia e quello delle monache di San Giovanni Evangelista di Torcello. Secondo la tradizione, entrambi i conventi avevano un proprio oratorio, il primo dedicato a sant’Agata e il secondo a san Giacomo Apostolo.
Alla fine del Duecento, vi erano quattro chiese che coprivano il territorio parrocchiale di Sandon: quella di sant’Agata di Sopracornio, quella di santa Maria della Corte, quella di san Giacomo di Sandon e quella di san Tommaso di Corte. Nella visita pastorale del 1455, i territori di sant’Agata e san Giacomo risultano essere uniti, cioè facenti parte alla stessa parrocchia. A quella data sant’Agata occupa maggiore spazio di san Giacomo, tanto che solo nella prima c’era il fonte battesimale, a differenza di quanto affermato nei documenti del Cinquecento in cui la seconda è sempre considerata con più attenzione.
A metà Settecento la chiesa di san Giacomo fu sottoposta a radicali lavori di ampliamento e restauro. In quell’occasione fu dipinto l’affresco sul soffitto raffigurante l’apparizione di Nostra Signora del Pilar a san Giacomo Apostolo.
La conformazione interna della chiesa prevedeva la presenza di tre altari, il maggiore dedicato al Santissimo Sacramento, quello di destra dedicato al Crocifisso, e quello di sinistra alla Beata Vergine Maria del Rosario.
La nuova struttura settecentesca rimase immutata nel corso dell’Ottocento. Nel 1927 due pittori (Giovanni Chinello e Fioretto Luigi), furono incaricati di eseguire una nuova decorazione al suo interno.
A metà dello scorso secolo furono risistemati l’altare maggiore e l’altare della Beata Vergine Maria, a sinistra della navata.
I recenti restauri hanno valorizzato l’impianto decorativo novecentesco, l’affresco sul soffitto e le altre opere d’arte presenti nel sacro edificio.

Per saperne di più:
SARA GRINZATO, Sandon: una storia ritrovata. Restauro conservativo e significato storico del Crocefisso tra sant’Antonio e santa Marta della chiesa parrocchiale, Phasar edizioni, 2011.
FERDINANDO SALVATORI, Memorie di Sandon, Il Poligrafo, 2011.